11/19/2007

Visita di cortesia

I ragazzi non erano disposti ad uccidersi per una causa, ad eccezione di nullo. Per questo in qualche modo erano affascinati da come certe persone potessero arrivare a farsi saltare in aria per un'idea. Ma i ragazzi di luc (ad eccezione di martino) non credevano né a dio né ad allah, eppure non si poteva dire che non credessero; al contrario, essi erano fervidi credenti in una causa che aveva a che fare con la parola giustizia. Uccidere per una giusta causa significava fare giustizia, diffondere la religione del luc sarebbe stata la futura mossa di quel gruppo. Fino a quel momento avevano giocato con cognizione ma non con cognizione di causa. Le azioni di quei ragazzi necessitavano di un paio di ali per volare sopra di loro; avrebbero presto chiesto a qualcun altro di uccidere e di portare avanti l'opera. E luc non si sarebbe affatto dissolto, perché così era nei piani di quei ragazzi. Anzi, per meglio dire, com'era nei piani ormai di nullo e di fabrizio, che avevano iniziato a frequentarsi nel salotto triste della mamma di nullo. Anche tanucci li raggiungeva, due, tre volte alla settimana, solo per parlare, per chiarirsi sul da farsi. fabrizio era sicuro di poter convincere almeno martino. Di germano non è che che gli interessasse poi tanto; per lui quel ragazzone geometra innamorato di Pamela poteva anche crepare. Ma se fosse rimasto nella banda sarebbe stato meglio, avrebbe dato stabilità a martino, e poi cinque era un buon numero. Sarebbe stata una buona abitudine continuare in cinque.
nullo, ancora mezzo rotto in convalescenza, era un buon padrone di casa, con il frigo pieno di pepsi e bibite varie. Sua madre era davvero contenta che avesse finalmente amici. Trovava fabrizio e tanucci due giovani pieni di simpatia, e si prodigava preparando tazze di tè, pasticcini, schifose polpettine tipo felàfel comprate agli hard discount. Seduti su quei divanetti antichi, sembravano uomini politici intenti a decidere delle sorti del mondo. Ma perché sembravano? Erano politici intenti a decidere delle sorti del mondo. Anche i più restii di voi dovranno farsene una ragione: questa è politica, la politica incide sulle sorti del mondi. La politica è una cosa viva. Bisogna fare politica. Insomma, prendevano la parola cercando di convincersi, cercando di non lodarsi troppo ma neanche di prendersi per il culo. nullo era preparato, leggeva i gornali, seguiva i tg e smanettava su internet. fabrizio, che pure era un po' qualunquista, captava quello che nullo diceva e lo trasformava in concretezza e quotidianità. tanucci, beh, tanucci ascoltava, ma poteva anche pennacchiare sul divanetto; certo, ogni tanto diceva qualcosa, ma più che altro serviva a ridimensionare gli animi e le proposte, incarnando il miope moderatore del terzetto.
nullo prese la parola dopo aver mandato via la madre...”mamma ora vattene che dobbiamo lavorare”...e lei prese le tazzine e si allontanò scusandosi per l'invadenza:
-Esistono i buoni ed i cattivi, ma io alle volte non capisco la differenza. I terroristi hanno ammazzato altri due italiani, e sono cattivi, per carità, però io mi chiedo, gli americani in Iraq sono buoni?
-Ma è una missione di pace -si inserì tanucci- i soldati americani e italiani stanno lì per portare ordine e democrazia. Questo me lo dice mio padre.
-Ma a tuo padre queste storie chi gliele racconta?… -gli rispose nullo- …gliele legge la nonna su topolino?
-Le torri gemelle mica le ho lette su topolino!
-A tanù -lo riprese nullo- e prima delle torri che c'era? A parte le torri voglio dire. L'inizio non è la torre o qualche altro attentato. E poi a me interessa che la facciano finita di rapire gente per strada. Vogliono ammazzare gente indifesa? Ok! Combattiamo, ma anche qui in Italia.
-E come?
Chiese grattandosi la nuca tigre.
-A me la guerra piace!... -continuò nullo- luc avrebbe qualcosa da dire ai musulmani estremisti, ma non solo a loro: anche agli estremisti che abbiamo in casa noi. Qualcosa di buono possiamo farlo. E non dobbiamo farlo per chi è già morto, ma per chi è ancora vivo.
-Uffi ma che volete dire? Non vi capisco!
-Te lo dico io che facciamo... -rispose daniele a tanucci- ...quando inizieranno a scomparire una decina di musulmani, qualcuno si chiederà che sta succedendo. A villa mariella filmiamo e sgozziamo. Spediamo il video a qualche giornale ed invitiamo gruppi di nuovi luc a fare lo stesso. Noi scompariremo come luc, torneremo alle nostre vite e il virus del luc si propagherà in Italia e nel mondo.
nullo parlò tutto d'un fiato e, per aumentare l'intensità di quello che aveva appena pronunciato, si mise una mano sui lunghi capelli, tirandoseli indietro, e poi bevve d'un fiato un bicchiere di pepsi.
fabrizio si alzò in piedi come una molla e prese a camminar nervosamente nel salotto, guardando i muri, ma in realtà, oltre quei muri sbiaditi e tristi:
-Immaginiamoci un cambiamento di fronte. Non più l'Iraq ma l'Italia. Verranno uccisi 100, 200 musulmani...magari poveretti innocenti, ma questa è la vera strategia. Purtroppo ci sarà una violenta ripercussione. Gruppi organizzati di musulmani si vendicheranno uccidendo 5 ragazzi fermi su di un muretto, e poi 2 tifosi che andavano allo stadio. Ma poi la curva laziale cercherà gruppi di arabi, brucerà appartamenti, macchine e moschee, e ci saranno nuovi morti.
-E quando la situazione sarà diventata insostenibile (gli si attaccò nullo), che sò, 3000 morti, interverrà l'esercito, ma in Italia, non in Iraq. Dall'Iraq se ne andranno. L'estremismo alla fine può pagare, dobbiamo unire due estremismi, per crearne uno solo.
tanucci non parlava. Li guardava come fossero due matti, non si risparmiavano neanche occhiate e sorrisi da matti. tanucci avrebbe voluto lasciare quel salotto, ma non voleva far vedere la sua paura:
-Ma germano che dirà?
Forse la domanda si sarebbe potuta porre in un altro modo. Fino alla morte sarebbero andati avanti quei due, erano invasati, e tanucci metteva in mezzo germano! In quel momento germano gli dava sicurezza, il solo nominarlo lo rassicurava; gli occhi di fabrizio e di nullo non sembravano aver preso bene quella domanda:
-germano? Ma tu pensi che germano capisca quello che noi stiamo dicendo a te?
-Tu pensi davvero che germano, ammesso che capisca, potrebbe essere d'accordo con la nostra linea? Lui che ormai vive solo per Pamela, che fa cicì cicì come un povero deficiente, succube del padre di Pamela e di quella fighetta?
nullo non aveva mai parlato così.
-Le diresti queste cose in faccia a germano?
Sorrise tanucci provocatorio.
-A germano parleremo del progetto musù, ma quando sarà necessario. Prima dobbiamo prepararlo noi il piano.
Rispose fabrizio con gli occhi grandi e luminosi. tanucci non si rendeva conto se i due avessero intenzioni serie. Sembravano loro i drogati adesso.