nullo parlava ogni tanto di guerra ma veniva preso in giro. Lui in fondo cercava di capire, a differenza dei suoi amici che se ne sbattevano altamente il cazzo. Seguiva le notizie alla radio e si leggeva i giornali che rimediava in giro, tipo quelli scaduti del bar dove prendeva il latte. A nullo davano fastidio le immagini di violenza, i feriti sventrati dai bombardamenti ma anche quelli dilaniati per mano kamikaze. Il nullo non capiva bene come mai la diplomazia degli uomini importanti arrivasse raramente da qualche parte. Erano incapaci, oppure, non volevano darsi la mano e fare la pace? nullo pensava che se fosse vissuto in un villaggio povero sulle montagne dell'Afghanistan sarebbe potuto anche diventare terrorista. Diceva ai suoi amici:
-Non sopporto che gli americani se la comandino nel mondo!
-In fondo sono come noi! Pensano di avere le chiavi della giustizia!
disse fabrizio.

-Noi la nostra guerra ce l'abbiamo qui -disse germano- non li senti i bollettini dopo i week end sulle strade?
-Sì, ma io parlavo di una cosa un po' più grossa!
Disse nullo, a mezza bocca e a testa bassa, quasi tra sé e sé.
-Ma stai zitto deficiente...impara prima le cose semplici, che non sai mettere nemmanco la guaina della curva finta!
Fece germano dandogli una spinta ma di quelle leggere
-Ah! Ah! Ah!
Se la ridevano tutti. Pure fabrizio, che nullo alle volte odiava per questo.