11/20/2007

Addio Pirata


In questo momento i vostri figli, fratelli o genitori stanno passeggiando o guidando felici, innamorati, pensierosi, preoccupati, stanchi o quel che volete; basta uno di quegli stronzi e, qualunque cosa stiano facendo i vostri cari, essa viene interrotta da un incidente stradale. Il vostro ragazzo torna eccitato alla sola idea di baciarvi; vostro figlio si è fumicchiato una canna, ma solo per far contenti gli amici e fra due anni smetterà e sta andando in motorino; tua moglie, dopo essersi fatta inculare dal capo sulla scrivania, passeggia sul marciapiede rimirando borsette che tu le comprerai; mia sorella aspetta l’autobus per andare al concorso di maestra. Passa nel loro destino un bastardo che non rispetta il codice della strada (che magari un po’ a tutti voi è sempre sembrato in fondo una rottura di cazzi) e sapete che fa? Spezza per l’eternità, con uno schianto evitabile ma non evitato, il corso di quelle varie vite di cui sopra.
Capite che noi di luc abbiamo creduto in qualcosa di vero? Il codice della strada non serve a farvi andare piano, non serve a rompervi le palle, non serve a farvi guidare come un vecchietto irrigidito. Pezzi di merda, lo capite che serve solo a non farvi diventare fratelli di quelli che ammazzeranno vostro fratello? Il tumore me lo dà Dio, ma la vita sulla strada me la togli Tu, ridicolo stronzetto che corri troppo sulla tua utilitaria sportiva perché sei una merda repressa, poco forte sessualmente, oppresso dal tuo capo, o somma dell’Impulsività di martino/Perfidia di fabrizio/Boria di germano/Vigliaccheria di nullo/Sonnolenza di tanucci. O qualunque altra ragione che sono cazzi tuoi. Io non voglio sentirmi portare via il mio cuore, che batte felice, dalla tua inadempienza. E se proprio deve morire qualcuno quello sei tu, Pirata.