11/19/2007

Virus. Appunti di nullo e fabrizio

Occorre una bella fiamma, meglio se piccola ma forte come quella di un bruciatore a gas. Inutile partire con dieci o anche cento discepoli a predicare in giro il bene, riusciremmo al più a formare una qualche setta tipo testimoni di geova, ma mai a scuotere le direttive del ministero dell’interno; figuriamoci quello degli esteri.
Immaginate un pianeta formato da un bosco immenso, tutto unito.
Immaginate che da un punto si appicchi un incendio, che succede?
Il fuoco si diffonde e avanza lasciando al suo passaggio cenere, ma trovando davanti ancora corteccia a rami da bruciare non può che spingersi sempre più avanti, impazzito, incosciente del fatto che prima o poi dovrà estinguersi. E infatti, arrivato per fronti opposti all’altro capo del mondo, quando solo un circoletto di bosco sarà ancora rimasto integro, il fuoco avrà le ore contate e si spengerà con l’ultima fogliolina arsa.
Ma la cenere è il miglior concime naturale che ci sia, perché riporta a terra in forma solubile tutte le sostanze accumulate in anni di crescita della pianta: allora alla prima pioggia questo fango vitale, con i semi sempre presenti nel sottosuolo, farà rinascere un bosco nuovo. L’uomo ha memoria e se lo scuoti bene può scioccarsi di brutto e imparerà la lezione.


-L’uomo impara...ma poi dimentica.
disse tanucci perplesso a quel discorso dell'incendio del mondo.
fabrizio si fermò a pensare, mantre tanucci, intanto, riusciva a gradire chissà come i toast al gorgonzola della mamma di nullo. Mangiava e ascoltava il confronto tra i due. Forse perché tra un morso e l’altro si beveva mezza lattina di pepsi, che gli sciacquava la bocca. ma la pepsi non gli bastava mai a tanucci.
-Ragazzi volete una pepsi fresca, la prendo in frigo?
tanucci, facendo un rutto abbastanza sommesso, borghese, se ne andò in cucina annoiato, a guardare la madre di nullo che cucinava. fabrizio sembrava unn fiume in piena:
-Se nel mondo le guerre avvengono in tempi diversi è difficile far capire contemporaneamente a tutti, a tutto il mondo, il messaggio che: ‘ora fine guerra e inizio pace’. Perché si agisce scoordinati, noncuranti qui di quello che c’è là, fuori tempo, senza programma.
-Una buona guerra deve coinvolgere tutti, ogni stato deve vedere i propri figli sgozzati e le proprie chiese sfondate, nello stesso momento, allo stesso livello! Allora sì che tutti si guarderebbero in faccia e si direbbero: “ma che cazzo stiamo a ffà?”. Mammaaaa!!, fai piano con i piatti!
Mio caro fabrizio...e anche tu tigre ascolta che ci puoi servire. Pensate un attimo ragazzi...qual è la condizione necessaria, indispensabile perché uno possa farsi i cazzi suoi fregandosene di tutto e tutti?… Deve stare tranquillo. Il fornaio in fondo è tranquillo, lavora, guadagna bene, invece della moglie si tromberà la cassiera, la domenica va allo stadio, se la macchina si rompe ce n’ha un’altra, e si rompe pure questa ce n’ha un’altra ancora. E se si rompe pure questa, tanto la metropolitana passa ogni 5 minuti. La sera c’è sempre la cena, i quiz, le vallette bone. L’estate c’è Rimini o Ibiza, l’inverno Cortina o i Caraibi, tanto i soldi mica li lascio ammuffire in banca. Ma…se non stai tranquillo, tutte queste belle cose…plof! Come il braccio del discolo furgonista. Paura! Se io ho paura non faccio più un cazzo. Se il mondo riesce ad avere paura, ma una paura del cazzo e contemporaneamente dappertutto, la gente, non potrà più mangiare la mozzarella di bufala mentre guarda i curdi sbudellati al notiziario che precede il film in prima visione. Se mio figlio viene sbudellato io col cazzo che mangio la mozzarella di bufala, ma vado in giro come una bestia a cercare il sangue dei suoi assassini! Ci vuole qualità, metodo, e un’idea ce l’ho.
-Ragazzi, volete restare a cena qua da noi? Vi ho preparato un brodino di dado con le zucchine! E poi fuori piove, aspettate che si calmi un pochettino.
-Ragazzi -fece tanucci- la signora ha preparato delle tartine col burro buonissime. Ve le porto?
Grazie tanù...sempre gentile!
E si prepararono per la cena.