11/19/2007

Promuovere il bene

-Queste che ti dico sono parole definitive, spogliate di tutto, vere insomma. Non c’è nessuno in casa, no? Possiamo parlare?
Il nullo annuì.
-Tu potrai dimenticare quello che è successo a villa mariella, soprattutto quello che ti ho detto io. Pensavi che germano ti avrebbe fatto uscire vivo di lì? Eppure eccoti qui, se ignori questo mese di convalescenza è come se non fosse successo assolutamente niente. Dovresti spiegarti come è possibile…eri quasi morto ed invece ora è tutto ok: pensi che io non c’entri niente? E perdonami se ora ho lo stesso tono scolastico di quando ti ho offeso, ma il contenuto adesso è piuttosto diverso. Ti ho salvato la vita, ecco tutto! Ho fregato germano alla villa, gli ho sparpagliato contro più polvere di quanta ne avesse alzata lui. Ti ho reso una caricatura vuota di personalità agli occhi di tutti, dunque ti ho anche spogliato di quella consistenza che deve avere l’oggetto di un odio. Ho fatto in modo che tu non fossi più tu ma un qualcosa contro il quale l’odio non può essere scagliato. Ho fatto sì che, facendoti male da solo, tu avessi definitivamente colmato la sete d’odio che c’era contro di te; ammetto che se ti fossi bucato meglio saresti morto davvero, ma non c’era altra scommessa da fare. Caro mullo, che hai un nasone spropositato è vero, ma tutto il resto che ti ho detto è assolutamente falso, per me. Ti voglio bene, non un bene tipo martino ma un bene tipo io e te. Come sai da sempre. Non ti sei mai sbagliato con me. L’importante era non perderti come uno qualunque di quelli che abbiamo ammazzato, sarebbe stata l’ingiustizia più grande di tutte quelle che abbiamo punito noi. Mi sono un po’ rotto il cazzo, mi sento decisamente stretto nella banda. Anche se si potrebbe fare di più, non riesco a vedere un modo per eludere i confini che mi sono creato io stesso, ma comunque pare che siamo ancora vivi, sani e liberi. Sai che per me non sarebbe affatto un problema strangolarti in questo istante o suicidarmi, sai che non ho paura di nulla, ho solo limiti fisici; perciò non mi preoccupo nel confidarti una cosa: penso di seguire la tua strada. Però come dico io, sai che sono più bravo di te in certe cose, no? I ragazzi sono a modo loro perduti nei limiti della banda così com’è, la paura di finire male non consente loro di aprirsi a nuove dimensioni, e neanche di farlo con l’immaginazione. Tu l’hai fatto con Megretti, forse con troppa immaginazione e poca cognizione. Se sei veramente quello che hai creduto di essere sulla pontina quella notte, crea con me un nuvo luc. Bisogna fare come se nulla fosse. Sai? Nella banda sei diventato una specie di mito. Anche germano secondo me ti apprezza, benché non possa ammetterlo. Per ora continuiamo tutto come prima, ma io ho intenzione di elaborare qualcosa.
-Anche io sto elaborando qualcosa –disse nullo- io voglio dare amore al mondo e ho capito che devo darmi da fare. Ho capito che deve iniziare una epidemia di bene
-Una reazione a catena
Aggiunse fabrizio guardandolo negli occhi. Nullo, dopo l’incidente, era cambiato: era sereno, e sicuro che niente l’avrebbe distolto dai suoi ancora poco chiari propositi. daniele lo fissava rendendosi conto che aveva creato un mostro, ma ora questo mostro si stava trasformando in santo, profeta, Maestro del Nuovo Luc. Così pese difatti a chiamarlo da quel giorno. E anche Nullo, una volta o due, si rivolse a fabrizio con l’appellativo di Maestro, ma fabrizio sapeva che era più che altro un omaggio al passato, un premio alla carriera.
Il Nullo proseguì il suo discorso, pur esprimendosi a fatica:
-E’ facile promuovere il bene, perché porta vantaggio a chi lo riceve senza che chi lo dia perda niente. A me il mondo piace e il mio unico scopo sarà di fare del bene al mondo. Con impegno, sarà possibile diffondere questo virus del bene, anche se, questo io lo so, saremo costretti, ancora ad attraversare le vie del male. Il Nullo, infervorato ma affaticato e svociato, bevve un po’ di pepsi che aveva furtivamente portato sua mamma. La signora non voleva mai disturbare il figlio mentre lavorava con gli amici; portava in fretta qualcosa da bere, ed in fretta e silenzio se ne andava. Il Nullo riprese c quel poco fiato che gli era rimasto:
-Ci vorrà del tempo, ma il virus si diffonderà, il bene verrà promosso, questa è la mia ragione di vita. Pensi di essere interessato? Sei già contagiato, caro, lo vuoi anche tu. Lo vogliamo tutti, lo aspettiamo come l’Amore. Con il tempo ce la faremo. E poi altri verranno, e il mondo diventerà irreversibilmente bello. Fabizio stava zitto. Imbambolato. fabrizio sapeva che doveva salutare il Nullo, e si congedò abbracciandolo. Lungo la strada si sentiva leggero, forse perché in qualche modo era stato tramite di qualcosa che forse neanche gli apparteneva. Lui aveva creato il Nullo, che ora era uscito da un coma cieco e paralitico. Davanti ad una vetrina di armi e coltelli fabrizio sorrise. Il bene. Poi chiamò tanucci, per invitarlo al prossimo incontro.