11/19/2007

Dopo l’ospedale. Conforto

Quattro giorni dopo i genitori andarono a riprenderlo all’ospedale. Gli avevano messo dieci punti alla ferita in pancia e tamponato il naso; che per sua fortuna -o sfortuna- non era rimasto troppo deviato dalle botte. Restava insomma il vecchio nasone del nullo. Ovviamente il primo che andò a parlare con lui fu fabrizio. Qualcosa di interessante iniziava a muovere la fantasia mai paga del giovane universitario, forse erano state le ultime vicende ad avviare una nuova creatività o forse, semplicemente, i tempi maturavano, i ragazzi crescevano, e cresceva luc nella sua lenta metamorfosi verso forme sempre più elevate e complesse. Oggi è facile l’analisi ma in quel momento fabrizio viveva il suo presente in modo simile al suo “ieri” e al suo “domani” immediati; come oggi un vecchio sa di essere vecchio ma non se ne è mai accorto mentre lo diventava. Poteva essere stanchezza per la ripetitività di quello che facevano, oppure l’umanissimo desiderio di espansione che faceva venire voglia, in realtà a tutti nella banda, di cambiare, di fare cose più grandi. Certo non mancavano mai nuovi sistemi punitivi per i soliti bastardi sulle strade, ogni tanto il nostro ingegnere se ne usciva con un aggeggio o tecnica in grado di far sì che morissero i pirati o presunti tali. Questo riusciva a portare un soffio di novità ai cinque ma, un soffio sempre più simile ad un refoletto innocente. fabrizio aveva sempre aspettato che autonomamente il nullo riuscisse a salire l’ultimo gradino della propria scala di ribellione per mostrarsi quello che era, un guerriero vero e fattosi da solo. La storia di Megretti e poi dell’harakiri portarono il nullo, agli occhi di fabrizio, finalmente al piano superiore della scala, dove lo stava aspettando da tempo. germano si sarebbe sposato, martino aveva i beni terrieri di famiglia da gestire, tanucci poteva spalmarsi sonnacchioso l’esistenza in una delle sue ville. Ma fabrizio e il nullo a questo punto sapreste immaginarveli fra vent’anni? I due più strani della banda, uno per dimostrata efficacia costruttiva/distruttiva e l’altro per dimostrata potenzialità anarchica, in realtà neanche loro sapevano collocarsi in uno spazio futuro di dimensione certa.



Il conforto
-Come stai? Ti fa ancora male il naso? Attento alle scuregge o ti si scuce la pancia!
-Dovrei dirti grazie per il conforto?
Il nullo non aveva quell’aggressività tale da prendersela apertamente con fabrizio; non capiva perché ma era venuto a trovarlo a casa per primo, dopo l’ospedale. Ricordava ogni parola che il suo amico gli aveva scagliato contro quella brutta sera, quelle sì che erano state coltellate. nullo voleva abbandonare luc. Non era più una banda in grado di contenere la sua evoluzione.