11/19/2007

L’affare Megretti (atto terzo)

Due giorni dopo uscì in giro dappertutto la notizia della morte della famiglia Megretti. Si pensò alla pista politica, ma anche a dei balordi che avevano tentato di violentare la donna e che avevano ucciso i bimbi, forse scomodi testimoni. germano si stava facendo la barba, quando sentì il radiogiornale, e gli prese un colpo. Si precipitò da martino, che stava lavorando in officina, per studiare il da farsi. Con squilletti e messaggini comunicarono l’appuntamento quella sera a villa mariella. germano fece rilievi nel nuovo parcheggio del paese e, mentre disegnava (concludendo ben poco), pensava solo a quella notizia. Cos’era successo? C'entrava nullo? Se sì, come aveva potuto agire in quel modo? Lui! A quale gioco si stava giocando? Ogni volta c'era qualcosa che sovvertiva le regole del quieto comandare. Ma chissà, magari nullo non c'entrava niente, eppure, bisognava accertarsi. Ma no, non poteva esser nullo. L’sms di germano diceva: “stasera partita di biliardo, castello! :)”. Quel punto esclamativo ed il sorriso stavano ad indicare !urgenza e :)riunione di gruppo. Castello stava per villa mariella. S’incontrarono alle 21. Partita secca. nullo arrivò per ultimo al bar. Salutò, ma poco e stentato. Guardò troppo in basso per i gusti di germano e andò in bagno tre volte in 15 minuti. Si mise preferibilmente vicino a fabrizio. Poi, pagarono, si salutarono e ognuno si avviò pé cazzi sua, incontrandosi sotto alla vecchia chiesa. martino li raccattò tutti con la thema. In villa germano guardò i ragazzi e disse:
-Allora?
Quando guardò nullo, nullo guardò in alto. Ahiaiai! Oltre a germano e a martino, anche fabrizio aveva saputo del triplice omicidio (su internet all’università). Solo tanucci non sapeva un cazzo. nullo capì subito che quella riunione avrebbe riguardato il suo operato, ancor prima che il suo capo dicesse:
-Hanno ammazzato la moglie e i figli di Megretti!
tanucci guardò fabrizio, facendo una smorfia come a dire “embè?”. fabrizio era fermo, attento a scrutare il suo capo, lanciando furtive occhiate a nullo. martino se ne stava rilassato sul divano, toccandosi di tanto in tanto i piedi scalzi, armi improprie. Lo sguardo di germano si muoveva sul gruppo, ma in misura percentualmente inferiore sul nullo, appositamente. Cercava di capire, se il nullo, da solo o con l'aiuto di qualcuno, avesse potuto arrivare a tanto, oppure se era stata solo una paranoia ingigantita dal fallimento della banda nel portare a termine ciò che qualcun altro aveva invece provveduto a fare.
-Megretti chi?
Sparò tanucci obnubilato.
-Megretti Megretti...quel figlio di mignotta, quel bastardo al quale volevamo ammazzare la famiglia a Sperlonga!
-Qualcuno ci ha preceduto!
Commentò martino.
-Quello che il nullo propose di punire!
E questa frase germano la buttò con noncuranza, maneggiando ogni singola parola, come carte in un gioco a poker. nullo prese a pulirsi meccanicamente una scarpa con l’altra scarpa, un movimento nervoso simile al grattarsi meccanico di certi cani sgridati. E germano continuò a caricare l’evento di eroismo:
-Quel bastardo andava proprio castigato...hanno fatto proprio bene!...Quanto ho goduto tutto il giorno!!...Avremmo dovuto farlo noi ma è stato bello lo stesso!!...Ci hanno fregato sul tempo! Che grandi!
germano stava celebrando la giornata del killer, con un discorso carico d'enfasi e di dedizione nei confronti di questo ignoto fanatico della giustizia. Un tipo così spietato e determinato l'avrebbe voluto nel gruppo. E mentre germano continuava la sua celebrazione, dal basso dell’aria si alzò una vocetta soffocata:
-Sono stato io!
Quasi un’impercettibile suono, tant’è che solo fabrizio si girò in direzione del nullo. Gli altri continuarono ad ascoltare germano, fintanto che la voce acquistò sicurezza:
-Sono stato io!
-Che vuol dire sei stato tu?
Il nullo non rispose e germano chiese a martino:
-martì, secondo te che significa “sono stato io”? Vuol dire che li ha ammazzati lui!...l’azione è stata fatta dal nullo...è molto semplice!
martino aveva questo pregio, se di pregio si trattava: a domande semplici lui rispondeva in maniera semplice, senza ragionamenti strani, prendendo alla lettera quello che gli si diceva. germano cominciò a muoversi nella stanza, prelevando l'attenzione degli altri grazie a un'espressione sempre più cupa e al viso tirato:
-fabrì...io...già per una risposta del genere potrei ucciderlo, tu che dici?
tanucci sembrò intanto ridestarsi e iniziò a ripetere:
-Ma chi? A fare cosa? Ma che dite?
Germano spiegò pazientemente all’interdetto tanucci:
-tanucci...il nullo ha detto che ha ammazzato lui tre persone. Lui, non noi!
Mentre tanucci strabuzzava quelle sue stanche fessurine oculari, fabrizio fissava germano, martino continuava a toccarsi i piedi (in arditissima posa yoga), tanucci ebbe a dire:
-Bella!!! Bella proprio. E bravo nullo!
Germano fissò tanucci e disse gelido:
-Bella?! Bella??? E da quando luc viaggia in solitaria?
Ora germano si era posto a meno di un metro da nullo e lo guardava dall’alto. nullo però non sembrava intimorito:
-Sia chiaro...non ho fatto niente che...abbia messo in difficoltà il gruppo. Non sono andato contro la banda. Forse sono andato contro una regola non detta, e cioè che nessuno può portare avanti un’azione da solo. Io ho pensato che andasse fatto!
Tanucci continuava a manovrare con fatica i suoi neuronelli maltrattati dalle droghe:
-Ma veramente l’hai ammazzati te!...ma che cazzo dici?
-Mi è venuto il coraggio tutto a un tratto, sono andato in motorino, dopo cena, sul tardi...
E nullo iniziò a raccontare la storia. Ma germano lo interruppe quasi subito, quando nullo nascose il motorino nella sterpaglia e vide la cagna allattare i cuccioli:
-Tu forse non hai capito ma stasera...qualcuno ha minato alla base luc! Tu!
-Dai germano non essere così...
nullo non terminò la frase che ricevette un gancio sullo zigomo e sulla tempia, sfracellandosi in terra. Prima o poi qualcuno cambia carattere, tutto questo può accadere e può essere più facile di quanto pensiamo. Dalla codardia che per anni aveva contraddistinto il nullo, scaturì una nuova essenza dall'aroma ancora indefinito, eppure, i primi segnali sopraggiungevano con la volontà di farsi valere all'interno di un gruppo che l'aveva relegato ai margini fino a soprannominarlo con l'emblema stesso del non essere: il vuoto, il nulla, il nullo. Ebbe la forza di rispondere, dal basso dello stipite e sanguinante, al suo capo:
-Non hai capito un cazzo!
E dal suo capo ricevette un serie di violenti calci sullo stomaco.
-Ferma un attimo germà...fammi pensare se è andato contro il codice!
Intervenne, forse a parziale difesa, fabrizio.
-Aspetto cosa? Che aspetto?
Rispose furente germano. Ma nullo sembrava di gomma:
-Non capisci che ho fatto il bene di tutti?
germano, cieco dalla rabbia, si inchinò e gli assestò un altro pugno cercando il naso:
-Tò raddrizzo io stò naso der cazzo!
E nullo crollò nella sua pozza di sangue. germano si sedette accanto a lui e sì pulì le mani con un vecchio strofinaccio trovato lì in terra:
-Allora fabrizio, che cosa volevi dire!?
-Non è semplice! Qui bisogna fare un processo!
-Tu non hai capito! Uno così per me può anche morire in pasto ai porci! Uno così è solo un pericolo per noi, tu forse non l’hai capito!
-Guarda, qualcosa di sbagliato l’ha fatto, ma non essere sicuro che sia così pericoloso!
-No bello, tu mi devi dire un solo motivo perché ha fatto bene!
Silenzio fitto a villa mariella. Mentre fabrizio pensava veloce al da dirsi, germano continuò allora a ruota libera:
-Si agisce insieme, sennò non si chiamava luc la banda, si chiamava nullo!...Sennò io me ne stavo per i cazzi miei con martino, che le cose le abbiamo sempre fatte...siamo noi che abbiamo creato luc...ma la banda deve funzionare in cinque altrimenti -era furente, fuori di sé, urlando da far male alle orecchie dei ragazzi- altrimenti io mando tutto a fanculo! Ma stò cojone per me…intanto muore!
Quest’ultima parola la pronunciò con tutti i muscoli del viso rosso in contrazione, e i pugni stretti con forza.
-Ma sei d’accordo con me che bisogna fare un processo?
-DAJE! -si stranì germano guardando storto fabrizio- io voglio che tu mi dici...vuoi fare l’avvocato suo? Vuoi fare l’avvocato suo?? Fallo, ma allora dimmi un solo motivo per cui deve vivere!
martino si alzò in piedi e iniziò a camminare su e giù nella stanza, mentre germano, incontenibile proseguiva la sua sfuriata:
-Ci siamo andati, l’azione è andata storta, siamo tornati a casa. Per me il caso Megretti era chiuso! Ognuno di noi può proporre le cose!...Pure quella testa randellata di tanucci può proporre le cose! Ma proporre non significa fare da solo! Può anche aver fatto la cosa più bella di questo mondo però…se agisci da solo muori da solo!
-Io non l’avrei fatto -disse l’avvocato fabrizio- però non mi incazzerei se lui è stato più coraggioso di tutti! Mi incazzerei perché ha sbagliato nei nostri confronti, ma in buona fede!...e secondo me non è facile stabilire quanto grave è il suo errore!...sicuramente era meglio se non l’avesse fatto!
-martino tu che ne pensi?
Il capo intrruppe quel grilletto parlante di fabrizio, voleva sapere dagli altri, senza farsi irretire dalle chiacchiere.
-Per me può anche morire rispose martino, importando in automatico ragionamenti germanici.
-tanucci tu che cazzo dici?
tanucci se ne stava seduto in un cantuccio, sopra un sofà schiacciato dal peso del sonno:
-germano...guarda...mio papà fa il giornalista, e sta sempre in mezzo a processi, situazioni ambigue che...
-Vabbè stai zitto che è meglio! Non rompere il cazzo! Ma basta con gli acidi deficiente!!
Tagliò corto germano e tanucci però (stranamente) alzò leggermente la voce (pur pigolando come un cucciolo):
-Aspè, aspetta! Posso dire un'ultima cosa?
-Parla.
Gli disse germano con gli occhi.
-Io non lo ammazzerei senza prima fargli un processo fatto bene in cui lui possa difen...
-Allora non l'hai capito?? -urlò germano- questo è già IL PROCESSO!! Non è che dobbiamo venire con le toghe e la parrucca bianca ppé fà il processo! Questa sera l'imputato deve uscire da questa casa vivo o morto!
germano bolliva dalla rabbia, tanto valeva per lui finire al più presto, ogni secondo era percepito come un attentato al suo potere decisionale. nullo cominciò a mugugnare forte dal dolore, tossiva e, ad ogni colpo, sputava sangue; aveva un occhio completamente chiuso. martino gli si avvicinò e, controintuitivamente, gli gettò un pacchetto di fazzoletti, inchinandosi con delicatezza:
-Asciugati il naso! Che sporchi il cotto!
-Ma in fondo nullo ha fatto una cosa bella che volevamo fare noi!
Disse piano tanucci con un mezzo sorriso angelico, ed ebete.
germano lo squadrò riempendosi di rosso in viso, teso, con i pugni chiusi:
-Ah sì? Lui è andato in quella casa, se poco poco arrivano a lui, perché ha fatto una cazzata...e non mi meraviglierebbe...Ma vi rendete conto? Un testa di cazzo come lui che va con un motorino scassato, per tre ore, sulla pontina, un cazzo di sh distrutto, che magari janno preso pure la targa, metti conto che l'ha visto qualcuno...uno vestito di nero coi capelli lunghi da mezzo frocio, cò quer naso che fa paura solo a guardallo...su...parliamoci chiaro...è impossibile non vedé un cojone come quello. E poi le impronte digitali, dna e quello e quell’altro, perché dobbiamo renderci conto che nullo è un coglione...anche perché altrimenti l’avremmo chiamato diabolik o sandokan, artro che nullo! Mettiamo che qualcuno l’ha visto! Arrivano a lui, lo prendono lo menano, lui si caca sotto...guardate pure voi...guardate che faccia di merda!
E germano indicò nullo, rantolante e tremante, contorto in un laghetto di sangue, impegnato a piagnucolare con le mani sulla bocca dello stomaco. nullo li guardava implorante avendo oramai perduto quel briciolo di dignità che l’aveva sostenuto in precedenza.
-E non gli ho fatto niente, figuratevi se lo gonfiano ben bene 4 poliziotti incarogniti durante un interrogatorio! Ora...ti pare che non arrivano a noi! Tabulati, liste di amici, e ti pare! E magari esce pure fuori la pistola olandese, che si è preso da qui. Lui dice che l’ha buttata...ma intanto è una prova in più. E se la ritrovano e risalgono all’autista olandese e poi a noi? Ed io devo andare in galera per colpa di questo coglione?
Un silenzio lunghissimo. I pensieri mascherati da un velo di aria rarefatta, tutti zitti, tutti fermi. L'unico che avrebbe potuto intervenire per fare e disfare era fabrizio, non fosse altro che per andare contro i pensieri di germano. Ma fabrizio doveva guadagnarsi nuovi crediti nel gruppo e non poteva rischiare. Questa non era certo la serata per mettersi a spavaldeggiare e non parlò fintanto che germano non glielo chiese espressamente:
-fabrizio...io non ho ancora capito cosa vuoi fare te! A mezzanotte, tra cinque minuti io voglio il verdetto! Vivo o morto!
tanucci si stava appisolando, aveva un sonno che se lo incollava, la sua opinione (fondamentalmente di non ammazzarlo) era stata prontamente annullata da germano ed ora piano piano si adagiava sul sofà come un grande gattone soriano castrato al tepore della sua tiepida coscienza. fabrizio si alzò dal divano e si avvicinò al nullo, guardando germano con un sorriso:
-germano...lasciami fare...c’è modo e modo di morire! Ora vi faccio vedere come muore una merda!
fabrizio si piegò sulla faccia rappresa di nullo, guardandolo con un cinico sorriso compiaciuto; l'ingegnere voleva verificare che nullo fosse ancora vigile:
-nullo...secondo te io cosa penso di te? Ti ricordi che ho detto a martino che lui per me è un amico? Ti ricordi forse che io abbia mai detto a te qualcosa del genere? Ti ricordi che qualcuno di noi ti abbia mai definito amico? Io ti ho dato qualche volta pacche sulle spalle? Ma tu, pensi che io ti possa considerare? Tu pensi di esistere veramente?
-Sei una merda! (urlò germano)
-Aspetta germano...se glielo dici così è meno efficace! Fai fare a me! Tu così lo ferisci ma non lo uccidi! Io adesso lo uccido dentro...poi al fuori ci pensi te.
nullo, mentre correva verso la disperazione, pensò che aveva sempre ritenuto l'ingegnere un amico. Ma l'obiettivo di fabrizio, quella sera, era di condurlo al limite estremo tra la vita e la morte, non consegnare un attestato di amicizia.
-Ci hai fatto decisamente comodo, non c’è che dire. Se fossimo stati un gruppo di amiche saresti stata la più amata in quanto la più brutta. Qui invece serviva numero per le operazioni. Sai, tempo fa, agli inizi di luc, feci girare al computer un mio programmino con il quale calcolai l’ottimo numero di elementi per eseguire la trappola della curva. Serviva il quinto, per questo convinsi germano a farti entrare.
Il sangue di nullo si era seccato sulle sue labbra che non si aprivano più per parlare.
-Semplice poi farti accettare qui, chi avrebbe avuto di che preoccuparsi per te? Sei l’essere più inutile ed insignificante che conosca; non solo operativamente, ma anche affettivamente, tu non sei un cazzo. Non si può pensare di esserti amico, nessuna donna può innamorarsi del nulla, la realtà è che non esisti... -il suo unico amico diceva questo- ...non è filosofia, tu veramente sei illuso di vivere, in realtà pensi di muovere il tuo corpo che non c’è, guardati un attimo. Basta dirti cazzate, nullo stranullo, strano fantasma come quelli sulle tue merdose magliette metal: togli di mezzo questo tuo corpo che consuma energia del nostro mondo, senza apportarne alcuna. Sanguisuga della vita. Hai anche ucciso due bambini, fai schifo!
Lo sguardo di fabrizio era freddo, odioso, mortificante.
Sublime fu l’idea del coltello. fabrizio sembrò infatti illuminarsi per qualche lungo istante, si avvicinò a martino e gli chiese il suo coltello (un cressi sub da caviglia). martino glielo porse, stupito. L'ingegnere se lo rigirò in mano, una due volte, e tornò sopra a quel piccione morto. Ci si mise a giocherellare un poco e poi, all'improvviso, lo gettò ai piedi di quella vittima sacrificale. germano, martino, non capivano (tanucci sonnecchiava), ma non dissero niente. martino disse:
-Me lo sporchi di sangue, stronzo!
fabrizio, fissò l'occhio di nullo e gli disse:
-Ora...ti stiamo dando questa possibilità. Punirti da solo. Siamo buoni stasera!
Passarono lunghi secondi, solo il russicchiare di tanucci muoveva l’aria di quella stanza. nullo impugnò malamente l’arma, con il corpo tremolante (come se avesse tanto freddo), guardò fisso fabrizio, a lungo, con gran dignità, passarono lungi secondi, a dire il vero neanche tanti e…si colpì fin dentro la pancia. Fortuna che il nullo non capiva un cazzo di anatomia umana. Un mediocre harakiri, niente di che. Poi si lasciò andare che sembrò morto ma era solo svenuto, l'emozione di quella sera sembrava finalmente prendersi non più solo gioco di lui, ma anche un poco di meritato riposo. Pensò probabilmente di essere già morto. In realtà nullo stava peggio sul naso (rotto) che sulla pancia (ferita più che lieve). germano spalancò meravigliato la bocca, impietrito da quel gesto che di nullico aveva ben poco. fabrizio, germanizzandosi per un poco disse:
-Forza...adesso ammazziamolo per bene! Dai germano, pensaci te!
fabrizio porse il coltello a germano, che per un attimo (davvero un attimo) arretrò (sembrò che avesse perduto l’equilibrio). germano si prese il coltello ma rimase fermo, senza capire bene che fare. Finché non gli si avvicinò martino:
-Per stasera va bene così! -e gli tolse il coltello, pulendolo con uno straccio- portiamolo all’ospedale!
germano si smosse da quel torpore mentale, smuovendo tanucci dal suo torpore naturale:
-tigre alzati da quel cazzo di sofà e procura dei teli da mettere in macchina!
La macchina percorreva la cassia bis, tagliando poi in direzione dell’ospedale san Pietro. Nel portabagagli avevano accroccato l’sh del nullo. Andavano piano, nullo stava male. tanucci disse:
-Questo schiatta!
Ma poi durante il percorso giocarono tutti e quattro ad inventarsi la scusa da dire al pronto soccorso. fabrizio cercava l’attenzione (ormai quasi del tutto svanita) del nullo, sorretto da un tanucci schifato per il sangue:
-Allora...tu gli dirai che facevi una gara con i motorini truccati! A corso Francia. Hai perso. Sei scappato per non farti togliere il motorino. T’hanno rincorso, t’hanno dato un sacco di botte e la coltellata...ripeti. E nullo tirò fuori versi di dolore. Parcheggiarono di fronte all’ingresso obitorio (più tranquillo per antonomasia), scaricarono il motorino, lo salutarono e nullo prese via sbandando con il motorino. Prese in pieno un secchione della mondezza:
-Meglio -disse germano- sarà più credibile!
Poi ripartì alla volta della croce del pronto soccorso lampeggiante. Loro se ne tornarono in villa, pulirono tutto, e bruciarono teli e stracci nel mitico forno a legna.